venerdì 28 ottobre 2016

Crater Lake



Partiamo alle otto in direzione Crater Lake, e prima di cominciare andiamo a fare qualche foto alle Oregon Sand Dunes dalle parti di Siltcoos Lake, dove a parte un paio di pensionati in camper non troviamo anima viva. Tutto è silenzioso e bellissimo malgrado il cielo un po' coperto, fotografiamo le dune in lontananza e la laguna di Siltcoos, poi ci rimettiamo sulla 101. La strada che attraversa le colline prima di Gardiner è spettacolare e molto panoramica, intorno boschi, laghi e torrenti.


















Dopo Gardiner attraversiamo il fiume Umpqua, tra i fiumi più importanti dell'Oregon e forse il più pittoresco, di cui risaliremo il corso per molte miglia. A Reedsport, proprio dopo aver attraversato il fiume, il fenomeno dei supporter di Trump diventa ancora più evidente, come si può vedere dai lavori di una falegnameria ben esposti lungo la strada!









Risalendo il fiume il panorama cambia continuamente,  ai boschi e agli scorci sul fiume si alternano colline, praterie e qua e là si trovano cervi al pascolo. Come sempre molti lavori in corso. Facciamo una sosta per il rifornimento alla Elkton Station dove due ragazze giovanissime gestiscono la stazione di servizio con un piccolo chiosco per caffè e dolci poi continuiamo verso Oakland dove abbiamo previsto una sosta fotografica, indovinate dove? Come dite? Un ponte coperto? Esatto....adoro i ponti coperti! Il Rochester covered bridge è un ponte coperto costruito nel 1933 e situato in aperta campagna, quando arriviamo c'è un set fotografico allestito da alcuni ragazzi. Mentre scattiamo alcune foto passa un bellissimo vecchio pickup Dodge, il guidatore mi fa un cenno di saluto e io ricambio, e quando passa sotto al ponte si ferma dai ragazzi, li saluta e sembra che lo riconoscano, sento esclamazioni di stupore ma non riesco a capire bene, ma mentre ci avviciniamo al ponte riprende la marcia.










Ripartiamo verso Crater Lake facendo una breve sosta in una station a Sutherlin dove vediamo una splendida Hudson Hornet (ovvero Doc del cartoon movie CARS). Lungo la strada per Crater Lake un cerbiatto ci attraversa la strada proprio in curva, da queste parti non è raro trovarsene uno! Il fiume Umpqua ad un certo punto forma un bellissimo canyon che non possiamo non fotografare, la natura è selvaggia e rigogliosa ed i colori davvero meravigliosi, siamo a Whistler Bend, quasi all'inizio dell'Umpqua National Forest.








Ad un certo punto il paesaggio cambia, cominciamo a salire verso le montagne ed i boschi si infittiscono, purtroppo stiamo arrivando a Crater Lake da nord e la tratta di Volcanic Legacy Scenic Byway che porta a Crater Lake è già chiusa per neve, quindi dopo il Diamond Lake facciamo una deviazione antioraria verso Union Creek sulla 230 e poi di nuovo verso il lago sulla 62. 







Diamond Lake



Arrivati al Crater Lake National Park la neve è ovunque ma le strade sono molto pulite; ad ogni modo si può arrivare solo fino al Rim Village e non è possibile nemmeno arrivare a Discovery Point, se non a piedi. Ma una volta arrivati al village la vista è comunque bellissima. Anche l'Osservatorio Sinnott Memorial è chiuso per l'inverno ma facendo attenzione riesco a raggiungerlo ed a fare qualche foto allo strapiombo, anche se la caduta di un pezzo di parapetto, sostituito da un semplice nastro di avvertimento, mi impedisce di avvicinarmi troppo.
Il lago ed il panorama sono uno spettacolo. Neve ovunque e un blu profondo...è bellissimo!































Dopo aver fatto un po' di foto ed esserci goduti il panorama prendiamo un paio di souvenir al Village Shop, che tra le altre cose ha delle straordinarie sculture di legno fatte a mano da un artista locale. Torniamo all'auto e ripartiamo verso Fort Klamath, dove abbiamo prenotato per la notte. A Sud del Crater Lake il fiume Wood, che sorge poco lontano, è uno dei tanti affluenti che contribuisce a formare il Klamath River. Dopo pochissimi minuti di strada caratterizzata da paesaggi tipicamente disegnati dall'attività vulcanica incomincia una valle immensa, ranch e praterie, vacche a perdita d'occhio. il Wood River molti altri piccoli torrenti si intrecciano disegnando infinite curve. Siamo nella punta nord occidentale dell'area che forma il bacino del Klamath, che prosegue fino in California.






Arriviamo al Crater Lake Resort in una zona semi deserta, la sensazione non è il massimo ma già all'ingresso nella lobby le signore dello staff ci mettono subito a nostro agio. L'hotel si rivela una piacevolissima sorpresa. Situato proprio tra le anse del Fort Creek, questo resort dispone di cabine grandi e confortevoli e di spazi molto ben attrezzati. E' davvero un'oasi in questa valle davvero infinita e fatta solo di grandi ranch. Per trovare un ristorante bisogna spararsi quasi 15 miglia quindi la cucina in camera è davvero una comodità. E' possibile prendere una canoa ed un paio di giubbini salvagenti forniti dalla struttura e farsi un giro, le acque sono estremamente tranquille. Inoltre esiste una sala con maxischermo, un parchetto giochi per bambini e delle altalene e nella lobby c'è un minimarket piuttosto ben fornito con diversi vini locali! Oggi tra le tappe erano previsti due ponti coperti, ma il tempo ci ha costretti a saltarne uno, quindi immaginate la nostra sorpresa quando scopriamo che proprio all'interno del resort hanno costruito un ponte coperto pedonale sul torrente...davvero grazioso! Adoro i ponti coperti, ve l'ho detto?
















Tra le altre cose c'è un patio attrezzato con delle poltrone di legno ed un fireplace dove godersi la serata in compagnia sorseggiando una birra, davanti al market la legna è in vendita a fascine, anche se è chiuso basta lasciare i 6 dollari all'orsetto e prendersi la legna. Il clima però adesso è piuttosto fresco quindi prendiamo l'auto, andiamo al Klamoya Casino, un casinò indiano a circa 16 miglia dall'Hotel e ci facciamo un sandwich nel ristorante, poi rientriamo per la notte, l'ultima notte in questo meraviglioso stato, l'Oregon!




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